
Ogni città
Posted in Narrativa, la pietra ed il cemento con i tag aldo occhipinti, amarezza, città, gioia, speranza, tensione on 9 settembre 2009 by aldoplus79
Ogni città è una lacrima di gioia dopo la tristezza, una lacrima d’amarezza dopo la felicità; perché ogni città è specchio di noi, della nostra storia, delle nostre contraddizioni; non esiste posto del tutto felice perché l’uomo giammai sarà del tutto felice, ed è questa la forza che lo sospinge avanti, sempre in tensione verso qualcosa, qualcosa che è dentro di sé ed egli immagina altrove, qualcosa che mai sarà facile vedere, celato dietro pareti grigie necessarie
2007 (da “Con gli occhi rivolti in su”)
Lungo la via dell’anima mia.
Posted in Poetria, amore, ego, la pietra ed il cemento con i tag ambìto, amore, anima, incerto, introspezione, odore, tatto, vicoli on 17 agosto 2009 by aldoplus79
Vicoli vicoli
avanzo pensando,
tra vecchi anditi,
balconi
e fanali.
Ascolto il mio passo
e il rumore
di vita.
Scendendo scaloni
si fa vivo il mugugno
dell’anima
adesso
romita.
E penso ai calori,
ai dolori,
all’incerto
e all’ambìto.
E penso ai silenzi e
alle urla del cuore,
e penso all’odore,
al tatto filtrato
e poi liberato:
d’amore incompleto
ma dolce
e segreto.
E penso al domani,
all’oggi, all’ieri,
e penso a com’eri,
a come sempre sarai
e a come non sei stata mai.
Vicoli vicoli,
mi vado perdendo e trovando
scendendo e salendo
lungo la via dell’anima mia.
Luglio 2009
Realizzabile Illusione
Posted in Poetria, la poesia con i tag 1999, aldo occhipinti, banale, città, foscolo, illusione, la poesia, natura, notte, notturno, orme, palermo, traccia, treno, urbano on 4 luglio 2009 by aldoplus79
I.
chi è capace di patire
il canto visivo degli spazi aperti
ed il mormorio di ogni cantuccio di natura?
tra i mille silenzi della città vecchia,
la notte è la cura degli animi avvezzi.
Dimenticare tutto ciò che non v ’è
che in quei rari momenti,
momenti di luce destinata a perire,
nella sopita ricerca di un fuoco maggiore.
Eppure chi sa quel linguaggio vedere,
vedrà la vecchia città
nel silenzio parlare.
-
II. (Sognando)
Giorno, s’io non andrò per sempre fuggendo,
l’orchestra suonerà un tempo normale.
Tra i bei color il grigiore traendo
forse il pallore è il successo morale.
Tra suoni sincopati l’accento cercando,
veloce è il passo del treno serale.
Tradurre il banale, sognando,
il reale da lunge cos’è se non pace?
Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme,
piè su più leggieri lidi la traccia pone.
O poesia! Non rimembrar il dolor che dorme!
La vita al desìr la realtà oppone;
“Trionfa!” voce del cuore, matematica mia;
nei dolci momenti di vivida illusione.
Non spiare quel treno che scorre via.
-
1999 (da “Senza Timone”)












